ASSEGNO BANCARIO
Legge 15 dicembre 1990, n. 386, come modificata dal Decreto Legislativo 30 dicembre 1999, n.
507.
Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari
Art. 1.
Emissione di assegno senza autorizzazione
1. Chiunque emette un assegno bancario o postale senza l'autorizzazione del trattario è punito
con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire due milioni a lire dodici
milioni.
2. Se l'importo dell'assegno è superiore a lire venti milioni o nel caso di reiterazione delle
violazioni, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire quattro milioni a lire ventiquattro
milioni.
3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2 non è ammesso il pagamento in misura ridotta ai sensi
dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Art. 2.
Emissione di assegno senza provvista
1. Fuori dei casi previsti dall'articolo 1, chiunque emette un assegno bancario o postale che,
presentato in tempo utile, non viene pagato in tutto o in parte per difetto di provvista è punito con la
sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire sei milioni.
2. Se l'importo dell'assegno è superiore a lire venti milioni o nel caso di reiterazione delle
violazioni, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire due milioni a lire dodici milioni.
3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2 non è ammesso il pagamento in misura ridotta ai sensi
dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981 n. 689.
Art. 3.
Clausola penale
1. Nei casi previsti dall'articolo 2 il mancato pagamento, anche solo parziale, dell'assegno
bancario presentato in tempo utile obbliga l'emittente a corrispondere al prenditore o al giratario che
agisce nei suoi confronti per il pagamento del titolo una penale pari al dieci per cento della somma
dovuta e non pagata.
2. L'assegno bancario ha gli effetti di titolo esecutivo anche per la somma rappresentante la
penale.
Art. 4.
Autorità competente
1. Per l'applicazione delle sanzioni previste dagli articoli 1 e 2 e delle conseguenti sanzioni
amministrative accessorie è competente il prefetto del luogo di pagamento dell'assegno.
Art. 5.
Sanzioni amministrative accessorie
1. La violazione dell'articolo 1 comporta il divieto di emettere assegni bancari e postali. La
stessa sanzione amministrativa accessoria si applica in caso di violazione dell'articolo 2, quando
l'importo dell'assegno, ovvero di più assegni emessi in tempi ravvicinati e sulla base di una
programmazione unitaria, è superiore a lire cinque milioni.
2. Se l'importo dell'assegno o di più assegni emessi in tempi ravvicinati e sulla base di una
programmazione unitaria è superiore a lire cento milioni, ovvero risulta che il traente, nei cinque
anni precedenti, ha commesso due o più violazioni delle disposizioni previste dagli articoli 1 e 2 per
un importo superiore complessivamente a lire venti milioni, accertate con provvedimento esecutivo,
l'emissione di assegno senza autorizzazione o senza provvista comporta anche l'applicazione di una
o più delle seguenti sanzioni amministrative accessorie:
a) interdizione dall'esercizio di un'attività professionale o imprenditoriale;
b) interdizione dall'esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese;
c) incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.
Art. 5-bis.
Effetti e durata delle sanzioni amministrative accessorie
1. L'interdizione dall'esercizio di un'attività professionale o imprenditoriale priva,
temporaneamente, il soggetto della capacità di esercitare una professione, industria o un
commercio, per i quali è richiesto uno speciale permesso o una speciale abilitazione, autorizzazione
o licenza dell'autorità.
2. L'interdizione dall'esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese
importa l'incapacità del soggetto di esercitare l'ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore e
direttore generale, nonché ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o
dell'imprenditore.
3. L'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione importa il divieto di concludere
contratti con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico
servizio.
4. Le sanzioni amministrative accessorie previste dai commi 1, 2 e 3 non possono avere una
durata inferiore a due mesi, né superiore a due anni. Il divieto di emettere assegni bancari e postali
non può avere una durata inferiore a due anni, né superiore a cinque anni.
5. Il prefetto, nel determinare il numero e la durata delle sanzioni amministrative accessorie da
applicare, tiene conto della gravità dell'illecito e dell'importo dell'assegno o degli assegni emessi.
Art. 6.
Rilascio di assegni e responsabilità del dipendente dell'istituto trattario
1. (2).
2. (2/a).
---------------
(2) cfr art.37, comma 1 del D.Lgs 30 dicembre 1999 n.507 : L'articolo 124 del regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736, e
successive modificazioni ed integrazioni, e' sostituito dal seguente: "Art. 124. - All'atto del rilascio di moduli di assegno bancario o
postale, il richiedente deve dichiarare al trattario di non essere in alcun modo interdetto dall'emissione di assegni.
Il richiedente che dichiari il falso e' punito, qualora vengano rilasciati uno o piu' moduli di assegno, con la reclusione da sei mesi a
due anni.".
(2/a) cfr art.37, comma 2 del D.Lgs 30 dicembre 1999 n.507: L'articolo 125 del regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736, e
successive modificazioni ed integrazioni, e' sostituito dal seguente: "Art. 125. - Prima del rilascio di moduli di assegno bancario o
postale il dipendente responsabile accerta, sulla base dei dati risultanti dall'archivio previsto dall'articolo 10-bis della legge 15
dicembre 1990, n. 386, che il richiedente non risulti in alcun modo interdetto dall'emissione di assegni bancari o postali, ovvero
soggetto a revoca delle autorizzazioni ad emettere assegni a norma dell'articolo 9 della medesima legge. Il dipendente responsabile
che consegna moduli di assegno bancario o postale a persona interdetta, in base ai dati dell'archivio, dall'emissione di assegni o
soggetta a revoca delle autorizzazioni, e' punito, salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, con la reclusione fino ad un anno.".
Art. 7.
Inosservanza delle sanzioni amministrative accessorie
1. Ferma restando l'applicabilità delle sanzioni amministrative di cui agli articoli 1 e 2, chiunque
trasgredisce ai divieti conseguenti alle sanzioni amministrative accessorie di cui all'articolo 5 ed al
comma 2 del presente articolo è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
2. La condanna per il reato di cui al comma 1 importa la pubblicazione della sentenza e il
divieto di emettere assegni bancari e postali per un periodo non inferiore a due anni, né superiore a
cinque anni.
Art. 8.
Pagamento dell'assegno emesso senza provvista dopo la scadenza del termine di presentazione
1. Nei casi previsti dall'articolo 2, le sanzioni amministrative non si applicano se il traente, entro
sessanta giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione del titolo, effettua il pagamento
dell'assegno, degli interessi, della penale e delle eventuali spese per il protesto o per la
constatazione equivalente.
2. Il pagamento può essere effettuato nelle mani del portatore del titolo o presso lo stabilimento
trattario mediante deposito vincolato al portatore del titolo, ovvero presso il pubblico ufficiale che
ha levato il protesto o ha effettuato la constatazione equivalente.
3. La prova dell'avvenuto pagamento deve essere fornita dal traente allo stabilimento trattario o,
in caso di levata del protesto o di rilascio della constatazione equivalente, al pubblico ufficiale
tenuto alla presentazione del rapporto mediante quietanza del portatore con firma autenticata
ovvero, in caso di pagamento a mezzo di deposito vincolato, mediante attestazione della banca
comprovante il versamento dell'importo dovuto.
4. Il procedimento per l'applicazione delle sanzioni amministrative non può essere iniziato
prima che sia decorso il termine per il pagamento indicato nel comma 1.
---------------
Gli attuali articoli 8 e 8-bis così sostituiscono l'originario art. 8, per effetto di quanto disposto dall'art. 33, D.Lgs. 30
dicembre 1999, n. 507.
Art. 8-bis
Procedimento per l'applicazione delle sanzioni amministrative
1. Nei casi previsti dall'articolo 1, se viene levato il protesto o effettuata la constatazione
equivalente, il pubblico ufficiale trasmette il rapporto di accertamento della violazione al prefetto
territorialmente competente. Nei casi in cui non si leva il protesto o non si effettua la constatazione
equivalente, il prefetto viene direttamente informato dal trattario.
2. Nei casi previsti dall'articolo 2, il trattario dà comunicazione del mancato pagamento al
pubblico ufficiale che deve levare il protesto o effettuare la constatazione equivalente; il pubblico
ufficiale, se non è stato effettuato il pagamento dell'assegno nel termine previsto dall'articolo 8,
trasmette il rapporto di accertamento della violazione al prefetto territorialmente competente. Nei
casi in cui non si leva il protesto o non si effettua la constatazione equivalente, il trattario, decorso
inutilmente il termine previsto dall'articolo 8, informa direttamente il prefetto territorialmente
competente.
3. Entro novanta giorni dalla ricezione del rapporto o dell'informativa il prefetto notifica
all'interessato gli estremi della violazione a norma dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n.
689. Se l'interessato risiede all'estero il termine per la notifica è di trecentosessanta giorni.
4. L'interessato, entro trenta giorni dalla notifica, può presentare scritti difensivi e documenti.
5. Il prefetto, dopo aver valutato le deduzioni presentate, determina, con ordinanza motivata, la
somma dovuta per la violazione e ne ingiunge il pagamento, insieme con le spese, ovvero emette
ordinanza motivata di archiviazione degli atti.
6. Si applicano, per quanto non previsto dal presente articolo, le disposizioni delle sezioni I e II
del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 e successive modificazioni, in quanto compatibili.
Art. 9.
Revoca delle autorizzazioni
1. In caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, di un assegno per mancanza di
autorizzazione o di provvista, il trattario iscrive il nominativo del traente nell'archivio previsto
dall'articolo 10-bis.
2. L'iscrizione è effettuata:
a) nel caso di mancanza di autorizzazione, entro il ventesimo giorno dalla presentazione al
pagamento del titolo;
b) nel caso di difetto di provvista, quando è decorso il termine stabilito dall'articolo 8 senza
che il traente abbia fornito la prova dell'avvenuto pagamento, salvo quanto previsto dall'articolo 9-
bis, comma 3.
3. L'iscrizione nell'archivio determina la revoca di ogni autorizzazione ad emettere assegni. Una
nuova autorizzazione non può essere data prima che sia trascorso il termine di sei mesi
dall'iscrizione del nominativo nell'archivio.
4. La revoca comporta il divieto, della durata di sei mesi, per qualunque banca e ufficio postale
di stipulare nuove convenzioni di assegno con il traente e di pagare gli assegni tratti dal medesimo
dopo l'iscrizione nell'archivio, anche se emessi nei limiti della provvista.
Art. 9-bis.
Preavviso di revoca
1. Nel caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, di un assegno per difetto di provvista, il
trattario comunica al traente che, scaduto il termine indicato nell'articolo 8 senza che abbia fornito
la prova dell'avvenuto pagamento, il suo nominativo sarà iscritto nell'archivio di cui all'articolo 10-
bis e che dalla stessa data gli sarà revocata ogni autorizzazione ad emettere assegni. Con la
comunicazione il traente è invitato a restituire, alla scadenza del medesimo termine e sempre che
non sia effettuato il pagamento, tutti i moduli di assegno in suo possesso alle banche e agli uffici
postali che li hanno rilasciati.
2. La comunicazione è effettuata presso il domicilio eletto dal traente a norma dell'articolo 9-ter
entro il decimo giorno dalla presentazione al pagamento del titolo, mediante telegramma o lettera
raccomandata con avviso di ricevimento, ovvero con altro mezzo concordato tra le parti di cui sia
certa la data di spedizione e quella di ricevimento.
3. Anche in deroga a quanto stabilito dall'articolo 9, comma 2, lettera b), l'iscrizione del
nominativo del traente nell'archivio non può aver luogo se non sono decorsi almeno dieci giorni
dalla data di ricevimento della comunicazione.
4. La comunicazione si ha per effettuata ove consti l'impossibilità di eseguirla presso il
domicilio eletto.
5. Se la comunicazione non è effettuata entro il termine indicato nel comma 2, il trattario è
obbligato a pagare gli assegni emessi dal traente dopo tale data e fino al giorno successivo alla
comunicazione, anche se manca o è insufficiente la provvista, nel limite di lire venti milioni per
ogni assegno.
Art. 9-ter.
Elezione di domicilio ai fini delle comunicazioni
1. All'atto della conclusione di convenzioni di assegno, il cliente elegge domicilio ai fini delle
comunicazioni previste dall'articolo 9-bis.
2. Eventuali variazioni del domicilio eletto debbono essere comunicate con dichiarazione
presentata direttamente alla banca o all'ufficio postale, ovvero mediante telegramma o lettera
raccomandata con avviso di ricevimento, o con altro mezzo concordato dalle parti, di cui sia certa la
data di ricevimento.
Art. 10.
Responsabilità solidale del trattario
1. Il trattario che omette o ritarda l'iscrizione nell'archivio di cui all'articolo 10-bis, ovvero che
autorizza il rilascio di moduli di assegni in favore di persona il cui nominativo risulta iscritto
nell'archivio, è obbligato in solido con il traente a pagare gli assegni emessi dallo stesso traente nel
periodo in cui avrebbe dovuto operare la revoca, anche se manca o è insufficiente la provvista, nel
limite di lire venti milioni per ogni assegno.
Art. 10-bis.
Archivio degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento irregolari
1. Al fine del regolare funzionamento dei sistemi di pagamento, è istituito presso la Banca
d'Italia un archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento, nel
quale sono inseriti i seguenti dati:
a) generalità dei traenti degli assegni bancari o postali emessi senza autorizzazione o senza
provvista;
b) assegni bancari e postali emessi senza autorizzazione o senza provvista, nonché assegni
non restituiti alle banche e agli uffici postali dopo la revoca dell'autorizzazione;
c) sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie applicate per l'emissione di assegni
bancari e postali senza autorizzazione o senza provvista, nonché sanzioni penali e connessi divieti
applicati per l'inosservanza degli obblighi imposti a titolo di sanzione amministrativa accessoria;
d) generalità del soggetto al quale è stata revocata l'autorizzazione all'utilizzo di carte di
pagamento;
e) carte di pagamento per le quali sia stata revocata l'autorizzazione all'utilizzo;
f) assegni bancari e postali e carte di pagamento di cui sia stato denunciato il furto o lo
smarrimento.
2. La Banca d'Italia, quale titolare del trattamento dei dati, può avvalersi di un ente esterno per
la gestione dell'archivio, secondo quanto previsto dall'articolo 8 della legge 31 dicembre 1996, n.
675.
3. Il soggetto interessato ha diritto ad accedere alle informazioni che lo riguardano contenute
nell'archivio e di esercitare gli altri diritti previsti dall'articolo 13 della legge 31 dicembre 1996, n.
675.
4. I prefetti, le banche, gli intermediari finanziari vigilati e gli uffici postali possono accedere
alle informazioni contenute nell'archivio per le finalità previste dalla presente legge e per quelle
connesse alla verifica della corretta utilizzazione degli assegni e delle carte di pagamento. L'autorità
giudiziaria ha accesso diretto alle informazioni contenute nell'archivio, per lo svolgimento delle
proprie funzioni.
Art. 11.
Disposizioni transitorie
1. Non si procede per i reati previsti dall'articolo 2, commessi prima della data di entrata in
vigore della presente legge, se l'imputato effettua, entro novanta giorni dalla data suddetta, il
pagamento dell'assegno, degli interessi, della penale e delle spese per il protesto o per la
constatazione equivalente, nei modi indicati nel secondo periodo del comma 1 dell'articolo 8. La
prova dell'avvenuto pagamento deve essere fornita in sede penale mediante quietanza del portatore
con firma autenticata o attestazione del pubblico ufficiale che ha ricevuto il pagamento ovvero
attestazione dell'azienda di credito comprovante l'effettuazione del deposito vincolato.
2. I procedimenti penali relativi ai reati indicati nel comma 1 sono sospesi per il periodo di
novanta giorni decorrente dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 12.
Disposizioni abrogate
1. Sono abrogati gli articoli 116 e 116-bis delle disposizioni approvate con regio decreto 21
dicembre 1933, n. 1736, e successive modificazioni e integrazioni. È altresì abrogato il secondo
comma dell'articolo 139 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29
marzo 1973, n. 156.